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Pesce in tavola: pesce fritto finto al forno!slurp

Finalmente posso dire di aver gustato un ottimo piatto a base di pesce fritto finto, cioè cotto al forno.  E QUINDI HO PENSATO DI RIPROPORVELO COME RICETTA VELOCE DEL MARTEDÌ’!

Molto più leggero e facile da cucinare rispetto al pesce fritto reale, ma ovviamente meno croccante. .È una pietanza veloce, ma anche gustosa, che può tranquillamente essere consumata anche al interno di un regime dietetico ipocalorico, e vi permetterà di variare leggermente la monotonia culinaria, che a volte le diete ristrettive impongono e di gustare un piatto fresco e stimolante per tutta la famiglia. Servito con insalata o verdura cotta, che può aiutare ad assorbire meno i carboidrati e i grassi presenti nel piatto.

Si può utilizzare un mix di pesce surgelato e già pulito come gamberetti e anelli di totano oppure limitarsi alla seppia già pulita. In entrambi i casi, il pesce scelto ha buone caratteristiche nutrizionali: vitamine e microalimenti presenti come nella maggiore parte delle carni di pesce, omega 3 presenti in buone quantità. Lo spauracchio del colesterolo eccessivo presente nei gamberoni o gamberi può essere sfatato, in quanto presente prevalentemente nella testa o nel carapace e quindi eliminato con la pulizia.

Chiaramente non bisogna consumarlo tutte le settimane ma limitarsi ad 1 volta al mese…ma senza particolari sensi di colpa, anche per chi cerca di controllare l’apporto di colesterolo alimentare.

Eccovi la ricetta! pronta con 15/30 minuti di preparazione.

RICETTA PESCE FINTO FRITTO AL FORNO (totani e gamberi)

INGREDIENTI PER DUE PERSONE

  • 400 g di pesce misto già pulito anche surgelato (seppioline, totani e, gamberetti)
  • Prezzemolo/basilico in trito
  • Succo di limone
  • 40 g di farina di mais (non ha glutine naturalmente, altamente digeribile)
  • 3 cucchiai di olio

PROCEDIMENTO

Importante pulire bene il pesce, togliere la pellicina trasparente dal totano e il guscio dai gamberi, anche il filino nero (che si trova nella schiena, bisogna limitarsi a tagliare la parte della schiena e con un stuzzicadenti toglierlo). Sciacquare bene il pesce sotto l’acqua e asciugarlo bene con la carta. Riporlo nel colino e lasciare scolare bene.

Pesce pulito, lavato e fatto scolare dall’acqua!

Preparare il trito con le erbette e aggiungere anche il limone. Bagnare il pesce pulito con la vinaigrette e lasciarlo in ammollo per almeno 10 minuti.

Intanto accendere il forno a 200 gradi, preferibilmente ventilato.

Foderare una teglia con carta da forno bagnata e strizzata e ungere con 2 cucchiai grandi olio.  In una ciotola mescolate la farina di mais, prelevate poco alla volta il pesce e panatelo nella mistura, scrollarlo leggermente e riponetelo nella teglia, così fino alla fine del pesce.

Mix di farina per impanare il pesce.

Una volta che il pesce è bene disposto sulla teglia, irrorarli con gli altri due cucchiai di olio e infornate per almeno 30 minuti.

Servite il pesce caldissimo con contorno di verdure, BUONISSIMO!!!!!

Pesce finto fritto appena sfornato!

Buon Appetito a tutti!!!

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Pesce in tavola: prelibatezza Romagnola SEPPIE e PISELLI con sughetto al pomodoro

Eccomi qua con il nuovo appuntamento settimanale Pesce in tavola.

Per farmi perdonare della mancata ricetta della settimana scorsa (causa giri notturni stregati), vi voglio deliziare con un piatto tipico della zona Romagnola, ricco di sapore, stimolante ma nello stesso tempo relativamente facile da cucinare: Seppia e Piselli.

La seppia è un pesce dal sapore molto delicato, poche calorie e ricco di tanti nutrienti. Quella che compriamo e mangiamo in Italia, appartiene alla specie seppia officinale tipo O del Mar Mediterraneo.

E proprio poco calorico, 100 g di seppie danno un apporto di 80 kcal. Gli zuccheri e i grassi sono molto bassi, inferiori al grammo, mentre le proteine sono di gran valore biologico e sono ricchi in amminoacidi semi essenziali. Ottimo contenuto in vitamine del gruppo B e vitamina C, mentre il colesterolo è poco significativo.

Le seppie sono quindi un ottimo piatto anche per chi sta seguendo uno schema dietetico ipocalorico, anche grazie al suo potere saziante e alle generose porzioni che si possono consumare per le poche calorie. nBisogna però sottolineare che possono contenere inquinanti ambientali e sostanze di origine industriali con potenziali effetti tossici e soprattutto aiutare modificazioni cellulari di carattere tumorale. Per questo se ne consiglia un consumo settimanale e mensile limitato, non superiore a 2 volte al mese.

Si consiglia sempre l’utilizzo di seppia fresca, pescata del giorno, ma se non c è la possibilità, va benissimo un surgelato di alta qualità, che può essere decisamente preferibile ad un pescato non di giornata.

L’utilizzo dei piselli è un classico della nostra regione. I piselli sono leguminose e andrebbero consumare con cereali per creare un pasto completo, ma per un piatto così gustoso se né può fare un’eccezione anche perché i piselli sono legumi con una bassa percentuale di proteine e di cuticola  (influiscono relativamente sulla digestione del pesce stesso).

Ovviamente per stare..in linea, la parte dei carboidrati dati dai piselli…toglie la scarpetta con il pane!!!!

Ricetta: Seppia e Piselli con sughetto al pomodoro

Ingredienti per 2 persone

  • 400 g di seppia
  • 400 g di piselli surgelati
  • 1 bicchiere di brodo vegetale
  • 4-5 cucchiai di passata di pomodoro
  • 2 cucchiai di olio
  • Pepe e sale.

Preparazione:

Tagliare la seppia già pulita in listarelle.

Seppia pulita e tagliata a listarelle.

Intanto riscaldare l’olio in una padella e rosolare i pezzi di pesce per 5 minuti, bagnare con il vino bianco e lasciare cucinare. Fare evaporare il vino per 5 minuti e ricoprire con concentrato di pomodoro e bicchiere di vino. Aggiungere sale e lasciare cucinare per almeno 30 minuti. Unire i piselli già bolliti alla seppia e lasciare insaporire per altri 5 minuti. Se necessario aggiungere altro brodo.

Sughetto con passata di pomodoro e piselli.

Versare le seppie in ciotole insieme al loro seghetto…. e buon appetito!!!

 

TABELLA PORZIONI: 

PORZIONE CALORIE TOTALI (seppia + verdura) CALORIE CON VERDURA E PANE INTEGRALE (30 g)
Piccola (200 g): 120 g di seppia 350 kcal 420 kcal circa (le fibre riducono l’assorbimento grassi)
Media (300 g): 200 g di seppia e piselli 460 kcal 540 kcal circa

 

Buona Cena

Alimenti “senza”… un vero business per le industrie..un vero disastro per la salute delle persone

Un vero e proprio business!

Il mercato dei prodotti alimentari di nuova generazione, ovvero dei “SENZA” qualche nutriente (glutine, grasso, olio di palma ecc), è in continuo aumento. Questo fenomeno è talmente in espansione, che sta invadendo paurosamente anche il tema del benessere e del dimagrimento.

Molte sono le iniziative pubblicitarie che inducono le persone ad appoggiare tutta la loro alimentazione quotidiana su prodotti “particolari” senza averne necessariamente il bisogno fisico o fisiologico, cioè senza una motivazione di salute (presenza di una malattia diagnosticata con una metodologia riconosciuta dal campo Medico).

1) alimenti GLUTEN FREE

Il caso più evidente e massimo è il GLUTEN FREE! Tutti sentono o hanno una certa “INTOLLERANZA” al glutine.

Il mercato dei prodotti “gluten free“ vale in Italia la ragguardevole cifra di 159 milioni di euro, ed ha fatto rilevare un  aumento del 20%  nel 2016 rispetto all’anno precedente. Nonostante questo, nel 2014 sono stati solamente  172.000 circa i casi di celiachia –la patologia che colpisce gli individui  intolleranti al glutine– diagnosticati nel nostro territorio. E per quanto  dal 2012 al 2014 i casi diagnosticati siano aumentati del 15%, l’incidenza di tale patologia  sulla popolazione italiana non giustifica un simile incremento nelle vendite dei prodotti senza glutine, passati dal numero di 280 del 2001 ai 6500 di oggi.

Tutto ciò a  testimonianza del fatto che sempre più persone si rivolgono ai prodotti “gluten free” non in quanto intolleranti al glutine ma in quanto convinti di acquistare prodotti più salutari rispetto a quelli convenzionali, ma ai quali, soprattutto, attribuiscono miracolistiche proprietà dimagranti.

Ma è davvero così? Davvero i prodotti senza glutine sono davvero più salutari e sono in grado di portare addirittura a una perdita di peso?

Il glutine, cos’è precisamente. Il glutine è una proteina presente in parecchi cereali, grano, orzo farro, avena e segale, ed è formato da due gruppi di proteine, prolamine e gluteine. Sono proprio queste che permettono, attraverso lo sviluppo della maglia glutinica, di intrappolare l’aria nei lievitati e di farci gustare morbide pagnotte e focacce. Le persone intolleranti a queste proteine non sono in grado di assorbirle a livello intestinale e, in caso di loro assunzione, possono riportare lesioni anche gravi dell’intestino tenue. Ma per tutti gli altri, per coloro che si rivolgono al gluten free convinti di acquistare un prodotto più salubre o nella speranza di un aiuto per perdere i chili di troppo, la scelta non ha alcun senso, ma anzi, può risultare controproducente. I prodotti senza glutine hanno le stesse calorie dei prodotti tradizionali ma, presentando un più alto indice glicemico, proprio causato dall’assenza del glutine e vengono spesso addizionati di grassi, con conseguente incremento del numero di calorie.

E no, i prodotti senza glutine non sono più salutari. Dimagrimento a parte, molti si rivolgono ai prodotti “gluten free” nella convinzione che “senza” sia comunque meglio, sull’onda della recente infatuazione per il “senza” che ci ha rapiti tutti:  i prodotti senza zucchero, senza grassi, senza uova, senza lievito, senza olio di palma e senza glutine sono considerati la panacea di tutti i mali. Peccato che per quanto riguarda il glutine le cose non stiano esattamente così: i cibi gluten free contengono una percentuale minore di fibre, sali minerali e vitamine.

In conclusione, i prodotti senza glutine non sono né più salutari, né più ricchi di nutrienti e non aiutano a perdere peso. E no, in genere non sono nemmeno più buoni. Sono prodotti specifici, adatti a esigenze reali e destinati a chi soffre di una patologia precisa, la celiachia, e che  trova in questi prodotti una corretta alimentazione. Per tutti gli altri, il “gluten free” è una scelta dettata da convinzioni sbagliate e, soprattutto, dall’ennesima moda del momento. Che ha fatto a crescere in maniera vertiginosa patologie inesistenti o sindromi mai accertate.

Differenze sostanziali tra Celiachia e sensibilità.

 

I prodotti senza sono tantissimi e non riguardano solo il glutine. Attualmente si usano moltissimo i prodotti SENZA LATTOSIO ( pur non avendo una specifica intolleranza allo zucchero del latte) o SENZA OLIO DI PALMA.

2) alimenti HD (SENZA LATTOSIO)

Sui senza lattosio si può anche essere d’accordo. Nel senso che a volte la presenza del lattosio può comunque dare una sensazione di pesantezza digestiva o di reflusso, anche senza la mancanza totale dell’enzima deputato alla sua digestione (lattasi). Usare prodotti senza lattosio, generalmente non comporta particolari problemi di salute. Quello che invece deve fare pensare, è la presenza sul mercato di yogurt HD (senza lattosio), la dove, grazie al processo di trasformazione, il lattosio non c’è più per lasciare spazio ad altri due zuccheri (MA!!!!!) o formaggi stagionati, tipo parmigiano, che vengono venduti come prodotti SENZA LATTOSIO, quando, come nello yogurt, è proprio il processo di formazione che ne comporta la scomparsa.

3) alimenti SENZA OLIO DI PALMA

L’argomento è molto complesso e controverso. Mi riservo di scrivere presto un post su questo argomento che interessa moltissime persone, soprattutto i grandi consumatori di prodotti da forno confezionati (e qui..mi permetto di CONSIGLIARE: invece di buttarvi a capofitto su merendine, biscotti, torte SENZA OLIO DI PALMA, magari cercate di consumare alimenti di giornata e freschi, prodotti da voi e sui quali conoscete alla perfezione gli ingredienti). Presto notizie nuove.

Il problema è sempre lo stesso. Invece di inseguire falsi miti e false mode per raggiungere obiettivi prefissati nel più breve tempo possibile, bisogna cercare di impostare una SANA ALIMENTAZIONE, caratterizzata da tutti i nutrienti presenti in natura: carboidrati-fibre-grassi-proteine…..ovviamente la PIANIFICAZIONE di uno nuovo stile di vita richiede più fatica e più tempo…e a volte, è molto più facile affidarsi ai santoni dei “SENZA”!!!!

 

Buona Spesa

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Digiuno o spuntino leggero? Carboidrati o proteine? Cosa è meglio mangiare pre e post workout?

Se l’allenamento e l’alimentazione si completano a vicenda, perché la loro combinazione crea in noi così tanta confusione? Dobbiamo mangiare prima di allenarci o dopo? O sia prima che dopo? O nel mezzo di un workout? Per non parlare di tutti i dubbi che abbiamo su cosa mangiare.   

La  corretta alimentazione prima e dopo uno sforzo fisico non è legata alla disciplina praticata ma obbedisce ad alcune regole generali e all’obiettivo che ci siamo preposti: dimagrimento o ipertrofia muscolare.

Regole di base per un sano spuntino PRE ALLENAMENTO:

  • Leggero e equilibrato: cosa vuol dire. Non impegnativo in termini di digestione e assimilazione perciò composto prevalentemente da carboidrati e pochi grassi e fibra (rallentano la digestione);
  • Allenamento mattutino: assolutamente non a digiuno. La colazione dev’essere leggera, giusto per interrompere il digiuno notturno (due o tre fette biscottate o due biscotti secchi senza grassi). In questi casi il pasto dovrà essere ancora più leggero ed esclusivamente a base di CARBOIDRATI. Poi completare la colazione a fine allenamento.

Queste indicazioni derivano da una semplice considerazione: “se il corpo è impegnato nella digestione degli alimenti il rendimento atletico diminuisce”. Infatti una parte importante del flusso sanguigno verrebbe convogliata nell’apparato digerente sottraendo ossigeno ai muscoli. Inoltre è meglio consumare un pasto a distanza di tempo ravvicinata dall’allenamento che allenarsi dopo digiuno prolungato (6-8 ore notturno), sia per un aspetto psicologico, sia per evitare gli effetti negativi dell’ipoglicemia (catabolismo muscolare con conseguente perdita del muscolo, crisi di fame, svenimenti).

Regole di base per un sano spuntino POST ALLENAMENTO:

  • Timing: al termine dell’allenamento il corpo è impegnato nello smaltire le tossine accumulate durante l’esercizio fisico e a reintegrare le riserve energetiche, per cui è bene lasciar passare un po’ di tempo prima di alimentarsi con un super pasto completo (tipo 50-60 minuti). Questo periodo di tempo sarà tanto maggiore quanto più intenso è stato l’allenamento;
  • Recupero ottimale: In generale dopo 30-60 minuti dalla fine dell’allenamento è bene assumere dei carboidrati semplici, magari in forma liquida associati a proteine o ad amminoacidi (BCAA-Amminnoacidi ramificati). Si cerca di sfruttare in questo modo il conseguente aumento dell’insulina che favorisce l’ingresso di proteine e glucidi nei tessuti facilitando il ripristino delle scorte energetiche ed il recupero e eventuale ipertrofia (condizione essenziale per chi pratica sport a livello agonistico o amatoriale e deve svolgere diversi allenamenti consecutivi).

Infine, ci sono due regole base che bisogna sempre tenere a mente, qualsiasi sia l’obiettivo:

  1. Idratazione.Bere abbastanza acqua prima di un workout ( a piccoli sorsi per non appesantire troppo lo stomaco)! E questo non vuol dire bere un bicchiere 5 minuti prima di iniziare ad allenarti, ma fornire al corpo acqua a sufficienza durante l’intera giornata, in modo da avere abbastanza energia per il workout.
  2. Non prendere integratori artificiali (energetici, per dimagrire, ecc.). Non sono necessari, sono cari e in molti casi sono ricchi di ingredienti artificiali, quindi evitali!caso mai, in caso di condizioni atmosferiche estreme, completare con sali minerali senza coloranti o edulcoranti.

ALIMENTAZIONE PRE WORKOUT:

Mangiare qualcosa prima di allenarsi può avere numerosi vantaggi: dà energia al corpo, migliora le prestazioni e riduce la degradazione delle proteine nei muscoli (capito!!!!). Importante è che l’alimentazione PRE workout deve essere basata sull’obiettivo individuale:

  1. Alimentazione pre workout e perdita di peso:

Se stai cercando di dimagrire, la cosa migliore è mangiare solo uno snack (circa 150/200 kcal). Fare i workout senza aver mangiato, soprattutto di mattina, può avere come vantaggio che il corpo non ha energie immagazzinate, per cui usa le riserve di grasso come fonte energetica. MA allenarsi a stomaco vuoto può determinare una perdita di peso ma soprattutto una perdita di massa muscolare. Quindi una persona dimagrisce, ma perde puntualmente tonicità (!!!!). Per cui la scelta giusta potrebbe essere uno snack a base di proteine (barrette proteiche commercializzate/oppure fatte in casa)/ frittata di albumi/ 30 g di prosciutto). Se l’allenamento molto impegnativo/stancante, come un workout HIIT o una corsa intensa, si può anche aggiungere una base di carboidrati come maltodestrine o come frutta disidrata.

  1. Alimentazione pre workout e aumento massa muscolare:

Se l’ obiettivo è incrementare massa muscolare, mangiare sempre uno snack prima di allenarsi. Idealmente, lo snack deve essere basato su due componenti: carboidrati (principalmente) e proteine. I carboidrati a digestione rapida danno energia al corpo e preservano il glicogeno nei muscoli e nel fegato, mentre le proteine forniscono amminoacidi a sufficienza (mattoni per il muscolo). Gli esempi sono sempre gli stessi: dalle barrette già formulate agli spuntino mini a base di carne/affettati/albumi. Mentre i latticini sarebbero da evitare perché caratterizzati da un alto indice insulemico.

ALIMENTAZIONE POST WORKOUT:

Dopo un workout, il corpo ha bisogno di recuperare. Di conseguenza, l’alimentazione post workout deve mirare a ricaricare le riserve energetiche e fornire proteine a sufficienza per evitare la degradazione delle proteine nei muscoli e stimolare la sintesi muscolare.

  1. Che l’obiettivo sia dimagrire o ipertrofia muscolare, il consiglio è quello di mangiare uno snack post workout, a base di proteine di qualità e carboidrati. L’unica cosa è che se si sta cercando di dimagrire, bisogna mantenere bassa la quantità dei carboidrati, che può invece essere maggiore nel secondo caso.

TIMING DEI NUTRIENTI:

Il timing dei nutrienti è fondamentale per un recupero ottimale o per una ipertrofia. Nel caso di una ricerca dell’ipertrofia muscolare bisogna consumare prima e dopo i workout, e volendo anche durante. Allo stesso modo, se l’attività svolta è una corsa di due ore, ha senso mangiare qualcosa poco dopo aver finito l’allenamento, invece di aspettare 3 ore. IMPORTANTE: non mangiare nulla non è un’opzione.

  • Snack: prima di allenarsi, dai 5 ai 60 minuti prima. Minore è l’intervallo di tempo tra snack e workout, meno tempo si ha per digerire, e non sentirsi al top durante l’allenamento.
  • Pasti veri e propri:se si vuole mangiare un intero pasto prima di un workout, non c’è problema, ma bisogna consumarlo tra le 2-3 ore prima di allenarsi. Altrimenti, si possono verificare prestazioni inferiori a causa della digestione. Consumare un pasto a base di proteine magre e carboidrati complessi.

…Buon Allenamento a tutti!

Qualche esempio di pianificazione spuntini

La salute vien mangiando (e non digiunando)

Anche una veloce pausa pranzo, in ufficio o alla solita mensa, può essere una scelta consapevole per migliorare e mantenere un buono stato di salute fisica e mentale. Come può l’alimentazione aiutare la nostra salute? “Noi siamo quello che mangiamo”…infatti mangiamo meglio per sentirci in forma, e ottenere la massima efficienza dal nostro organismo. Ciascuno […]

L’inganno è dietro al falso professionista

Il “tutto e subito”, prerogativa che caratterizza molte delle persone che si rivolgono a me. Il fattore “QUANTO TEMPO” è un problema che devo gestire continuamente durante il colloquio con i miei pazienti e che a mio avviso contraddistingue i diversi approcci che i professionisti del mio settore possono seguire e proporre. In campo dietetico […]