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Pesce in tavola: hamburger di pesce, 5 minuti e passa la paura!

Basta, oggi proprio non sapevo che fare…le idee erano poche e ancora meno il tempo per cui…BURGER DI PESCE SIA

Il Burger di pesce è burger a base di filetti di merluzzo tritati, con timo e prezzemolo.
La ricetta è velocissima e molto gustosa, anche per i bambini.

Per chi deve seguire un regime controllato….burger si ma senza pane!

Ricetta

Ingredienti

  • Filetto di merluzzo 600 g
  • Scorza di limone grattugiata 1 cucchiaio
  • Timo 1 cucchiaio
  • Prezzemolo da tritare 1 cucchiaio
  • Sale fino q.b.
  • Pepe nero q.b.

Procedimento

Per realizzare i burger di pesce iniziate pulendo i filetti di merluzzo:  sciacquateli sotto l’acqua corrente, asciugateli per bene con un panno da cucina, eliminate eventuali lische con una pinza da cucina. Tagliate i filetti a tocchetti. e poneteli nel mixer,  tritate il merluzzo fino a d ottenere un trito omogeneo.

Trasferite il composto in una ciotola e insaporite con sale, pepe, prezzemolo tritato, timo e scorza di limone grattugiata, amalgamate bene il tutto con una forchetta. Ponete su un tagliere un foglio di carta forno e incominciate a creare il burger di pesce. Con un cucchiaio distribuite il composto di merluzzo all’interno di un coppa pasta del diametro di 7 cm e pressatelo con il dorso del cucchiaio in modo che il composto assuma la forma del coppapasta.

Sfilate il coppapasta  e ritagliate la carta forno intorno ai burger, in questo modo sarete agevolati nel sollevarli senza il rischio di sfaldarli.

Un’idea originale per una cena informale ma con gusto!

Marta

E’ in arrivo la primavera….iniziamo a depurarci!

Lo so…che fuori nevica o gela o piove….ma in men che non si dica sarà PRIMAVERA..e come ogni anno, questo passaggio climatico (e di calendario) comporterà inevitabilmente, delle modificazioni fisiologiche.

Nella nostra tradizione il periodo di inizio primavera è legato al “fare pulizia”: in casa si rimbiancano le pareti e ci si sbarazza delle inutili cianfrusaglie. Allo stesso modo il nostro corpo ha bisogno di rimettersi a nuovo e di DEPURARSI per affrontare al meglio questi cambiamenti.

I mesi invernali appena trascorsi, sono per lo più caratterizzati da mesi di vita sedentaria (assolutamente voluta, perché le occasioni per svolgere movimento e attività fisica sono sempre tante), vita al chiuso e generalmente caratterizzati da un’alimentazione ricca di grassi e proteine che portano ad accumulare più tossine nell’organismo.

Per tossine s’intendono i cataboliti, ossia le sostanze di rifiuto prodotte dalle cellule. Queste sostanze di scarto vengono convogliate nel sistema linfatico e quindi nel sangue venoso che le trasporta al fegato. Il fegato è la ghiandola più grande del nostro corpo e per le sue numerose e importanti funzioni è considerato una sorte di centrale del metabolismo. Il fegato degrada in parte le tossine, rendendole idrosolubili, cioè più facili da essere eliminate dai reni i quali completeranno il processo di disintossicazione filtrandole dal sangue e concentrandole nell’urina.

È abbastanza intuitivo che una corretta alimentazione svolga un ruolo centrale nell’aiutare la funzionalità dei principali organi emuntori (fegato e reni) e quindi una più efficace “pulizia” interiore.

Ma come fare per avere un’alimentazione dall’effetto disintossicante?

È semplice, basta abbandonare gli alimenti ricchi di lipidi e di zuccheri (in particolare ridurre o eliminare carni grasse e trasformate come salumi, dolci e snack industriali, alimenti modificati, ecc.) e rivolgersi alla natura ( o al naturale): frutta e verdura fresche, cereali integrali, legumi possibilmente freschi, noci e semi.

Tutti questi alimenti naturali sono ricchi di sostanze antiossidanti – come le vitamine C, E e il betacarotene, precursore della vitamina A – essenziali per proteggere le cellule del nostro organismo dagli attacchi dei radicali liberi. In più, svariati ortaggi (carciofi, bietole, carote, cavoli) contengono composti cosiddetti lipotropi, che svolgono un’azione decongestionante sul fegato e migliorano lo smaltimento delle sostanze grasse.

E sul pratico?

In generale, un menù disintossicante che non affatichi l’organismo prevede:

  • COLAZIONE: centrifuga drenante o succo di arancia senza zuccheri con musei croccante oppure macedonia di frutta e verdura e musei o frutta secca;
  • SPUNTINI: frutta fresca o frutta secca con tanta acqua;
  • PRANZO e CENA: caratterizzati da un primo di cereali con un’insalata a pranzo e una minestra di legumi con un secondo di verdure miste a cena.

 

  • Cereali: è consigliabile consumarli integrali e interi (non lavorati) in quanto, grazie al loro contenuto di fibre insolubili, favoriscono il transito intestinale riducendo il tempo di contatto con le sostanze “indesiderabili”, a tutto vantaggio della salute. Tra i cereali integrali il riso è quello con più spiccate doti depurative: le sue fibre hanno un benefico effetto sulle fermentazioni e microinfezioni batteriche dell’intestino. Inoltre il suo germe contiene un olio con una buona quantità di vitamina E dall’azione antiossidante;
  • Tarassaco e carciofo: hanno un’azione colagogo-coleretica, stimolano cioè la produzione ma anche l’eliminazione della bile da parte del fegato, con effetto disintossicante; dall’altra sono diuretiche, e di conseguenza facilitano l’escrezione delle tossine e contrastano la ritenzione idrica. Il tarassaco è un’erba selvatica ricca di caroteni e minerali (calcio in particolare) che abbonda non solo dal verduraio ma anche nei nostri prati: vanno colte le foglie, i germogli e il colletto della radice. Si può mangiare subito in insalata oppure essiccare per benefiche tisane (vedi oltre) ma in questo caso va usata la radice della pianta che andrà raccolta in autunno;
  • Fragola: è il frutto più indicato in primavera perché è molto diuretica e favorisce l’eliminazione degli acidi urici.

 

COME DEPURARCI:

Centrifuga carota e sedano. 3 gambi di sedano, 1 cetriolo, 1 mela, 1 rametto di prezzemolo, 4 foglie di spinaci. Da bere nella prima parte della giornata. Alcalinizza l’organismo; Migliora il metabolismo; Utile per reintegrare i sali dopo un’attività fisica.
Decotto depurativo e drenante. Favorisce l’eliminazione delle tossine e contrasta gonfiori e ritenzione idrica. In parti uguali: tarassaco radice, gramigna foglie, carciofo foglie, ortica foglie, cicoria (cicorium intibus). Mettere le erbe in acqua fredda e quindi portarla a bollore per cinque minuti circa. Spegnere la fiamma e lasciare a macero per pochi minuti, quindi filtrare. Una volta pronto, il decotto dura 24 ore; visto il suo sapore amarognolo è consigliato un cucchiaino di miele. Berne una-due tazze al giorno lontano dai pasti.

 

BUONA DEPURAZIONE A TUTTI

Marta

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Pesce in tavola: riso venere al salmone e avocado…a volte si può

E bene sì, ogni tanto qualche carboidrato complesso a cena è concesso.
L ‘idea diffusa, ma non sempre veritiera, che per perdere peso o per mantenersi in forma, bisogna eliminare completamente i carboidrati durante la cena, bisogna smentirla.

Dipende sopratutto da che tipo di carboidrato complesso si introduce, dalla stile di vita e sopratutto dalle’ età.

Il piatto che presento oggi, permette di mangiare una giusta quantità di carboidrati integrali grezzi con proteine e grassi vegetali.

Questa combinazione permette di mantenere stabile la glicemia, che potrebbe rialzarsi a seguito di glucidi derivati dal riso.
Inoltre, questo piatto permette di saziarsi e mantenere la sazietà per un lungo periodo di tempo.
Certo, non bisogna abusarne, ma ogni tanto, il piatto così strutturato è ben concesso.

Attenzione però non aggiungete pane o derivati. I carboidrati grezzi e non lavorati del riso venere sono più che sufficienti.

Allora, pentole….e via!!!

Ricetta riso venere con salmone affumicato e avocado

Ingredienti per 4 persone:

▪ 320 gr di riso Venere
▪ 2 avocado
▪ 200 gr di salmone affumicato
▪ succo di limone q.b.
▪ sale e pepe q.b.
▪ olio extra vergine d’oliva q.b.

Lessare il riso in acqua bollente salata secondo il tempo di cottura indicato sulla confezione.

Nel frattempo mondare l’avocado e tagliarlo a dadini.

Fare a tocchetti anche il salmone. Scolare il riso e versarlo in una ciotola, unire l’avocado, il salmone e il succo di limone. Pepare, salare e condire con un filo d’olio. Servire  tiepido o freddo.

 

 

E buon riso a tutti

Marta

Latte e derivati: Che fare?

Il latte assolto nel “processo” organizzato dall’Ordine dei medici di Milano. L’accusa era di essere una “sostanza che, pur non adulterata, è nociva per la salute dei consumatori”

La certezza in nutrizione NON è quasi mai chiara. Questa condizione crea tantissime incertezze, non solo ai consumatori, ma anche a noi professionisti…UN GIORNO NO e SUBITO DOPO SI! CHE FARE?

La questione “latte sì o no” in questo momento interessa molti. Ma mentre qualche anno fa, la posizione prevalente era di ridurre al minimo il consumo del latte vaccino e dei suoi derivati a favore di bevande alternative, oggi le cose sono cambiate, soprattutto in virtù di dati mancanti.

 

Scherzosamente è stato detto che il latte è “Assolto perché il fatto non sussiste”. È stata questa la sentenza al termine del processo simulato al latte, organizzato dall’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri della provincia di Milano.

 

COSA SI ACCUSA AL LATTE?

In primis INTOLLERANZE AL LATTOSIO, collegamento tra la bevanda e l’incidenza di TUMORI. Comparsa di sintomatologie come asma/bronchite ecc..

Qualche anno fa, a seguito di studi scientifici svolti su popolazioni orientali, si era associato il basso tasso d’incidenza tumorale con il basso consumo di latticini, e da questo, Medici e non sconsigliavano un alto consumo di tali prodotti (>150 ml/giorno). Sulla base di questi studi, ma in mancanza di qualcuno più vicino alla nostra popolazione e alle nostre abitudini di vita, si è diffusa una diffidenza molto alta verso questi prodotti caseari, talvolta eccessiva.

MI RIPETO, IL VERO PROBLEMA è LA MANCANZA DI DATI CERTI.

Per dare più informazioni sull’argomento, riporto quanto detto al Congresso di Milano, che è stato anche luogo di aggiornamento per molti professionisti.

1) LATTE E TUMORE. Il latte induce incremento della produzione di IGF-1 (somatomedina o fattore di crescita simil insulinico). IGF-1 è un fattore di crescita di determinati tessuti, per cui incrementandone la produzione si aumenta il rischio di tumore. La tesi è sostenuta dal professor Berrino in documenti reperibili in Rete, oltre che in un articolo pubblicato su Epidemiologia e prevenzione nel 2013, in cui si dice come “recentemente uno studio ha riscontrato che le donne che hanno avuto un tumore al seno e che consumano latticini grassi hanno più recidive”, evidenziando criticità relative al consumo di latte e al legame tra la secrezione di IGF-1 e alcune tipologie di tumore.

Attualmente la posizione medica è che l’IGF-1 è presente nel latte in minime quantità, precisando che secondo alcuni studi l’incremento di questo fattore di crescita prodotto dal latte nell’organismo è minimo e non incide più di quanto potrebbe incidere il latte materno. Studi importanti, verificati e rigorosi, non evidenziano questo rapporto tra latte e tumore della prostata, per cui, siamo di fronte a fantasie. La mia posizione è di non eccedere nel consumo giornaliero di questi prodotti, limitandosi a 1 bicchiere di latte al giorno oppure a un quantitativo non superiore a 150 ml al giorno di derivati (1 tazza di latte/oppure 1 yogurt / oppure 1 fetta di formaggio).

2) LATTE E OSTEOPOROSI.  Il latte provoca perdita di massa ossea a causa del suo carico potenziale renale acidificante. Per anni si è parlato del latte e in particolare del calcio come qualcosa di utile per la prevenzione dell’osteoporosi e per il raggiungimento del picco di massa ossea. C’è un’ampia fascia di letteratura scientifica che ha analizzato il ruolo di alcuni alimenti nel modificare il livello alcalino o acido del sangue. Il calcio è uno degli elementi che aumentano l’acidità e un discreto numero di studi ha evidenziato che gli alimenti ricchi di calcio – come il latte – hanno questo effetto. “Il latte stimolerebbe la secrezione ulteriore del calcio attraverso l’azione del rene, determinando un effetto quasi paradossale, per cui, pur essendo un alimento ricco di calcio, il latte potrebbe determinare la mobilizzazione del calcio stesso dalle ossa al sangue”. Questo motivo metterebbe in dubbio la funzione preventiva del latte nei confronti dell’osteoporosi. Attualmente questi dati sono oggetto di discussione scientifica. A mio avviso esistono alimenti più mirati per aumentare il calcio e ridurre l’effetto osteoporotico, anche vegetali (acqua ad alta mineralizzazione/ noci / mandorle/ rucola) e quindi consiglio sempre di non esagerare con formaggi e latte per evitare osteoporosi, ma magari di variare l’alimentazione integrando con il giusto quantitativo di acqua calcica.

 

3) LATTE E INTOLLERANZE. Il latte induce intolleranza nella gran parte degli adulti con conseguenze gastrointestinali e anche nei bambini. Per quanto riguarda i piccoli si cita un dato tratto da un articolo scientifico pubblicato dalla Società dei pediatri europei, secondo cui il 47% dei loro pazienti ha un’allergia al latte vaccino, anche se la maggior parte di questi medici ammette di non avere proceduto al dosaggio delle IgE.

Sulla questione dell’intolleranza per gli adulti, il consulente ha sottolineato l’enorme diffusione di test basati sulla misurazione dell’IgG4, da cui emerge che l’85% dei soggetti sottoposti alla prova risulta intollerante. Alcuni allergologhi sottolineano che l’allergia alle proteine del latte nei bambini interessa una piccola parte della popolazione, con una predisposizione genetica a sviluppare anticorpi contro certe proteine. Il problema non è quindi determinato dal latte, ma dal sistema immunitario che sbaglia. L’evoluzione di questi problemi è, però generalmente favorevole, perché col tempo i bambini acquistano tolleranza verso l’alimento inizialmente considerato allergenico. Anzi, una nuova linea di interpretazione propone l’introduzione degli alimenti allergenici sin dai primi mesi di vita, per indurre una maggiore tolleranza, e questo costituisce un dato favorevole nei confronti di certi cibi.

L’allergia è causata da specifici anticorpi che si possono dosare, mentre l’intolleranza si determina con un test specifico, che è il Breath Test. Senza test attendibili si hanno dei falsi malati, che saranno curati in maniera inadeguata, magari con un’alimentazione inadeguata.

 

4) LATTE E MUCO. Il latte vaccino esaspera la già eccessiva produzione di muco associata ai malanni stagionali. Le ricerche non esistono in questo campo, per cui, sembra un’affermazione derivata da dati presenti solo sul web. Tuttavia, è vero che alcuni peptidi, presenti soprattutto nello yogurt, facilitano la secrezione di muco, ma si tratta di un particolare tipo di muco (MUC2) che forma quella barriera tra intestino e microbiota utile al rapporto di simbiosi tra il nostro organismo e la flora intestinale.

 

5) LATTE E CANCRO MAMMELLA: il latte stimola la proliferazione delle cellule tumorali alla mammella a causa del contenuto di ormoni. Dal libro Bevete più latte del prof. Berrino, secondo cui il latte che si produce oggi è molto diverso da quello di 50-100 anni fa. Mentre allora le vacche mangiavano erba, erano munte solo dopo il parto e davano 5-7 litri al giorno oltre a non produrre latte durante la gravidanza successiva, oggi con la selezione genetica abbinata a una dieta iperproteica permette di ottenere oltre 30 litri di latte al giorno anche durante la gravidanza, e il latte munto nei mesi prima del parto è molto più ricco di estrogeni, ormoni che stimolano la proliferazione delle cellule tumorali della mammella.

In risposta la Fondazione Umberto Veronesi, dice “va premesso che esistono oltre duecento tipi di tumori diversi e il tumore è una malattia multifattoriale – alimentazione, stile di vita, condizioni ambientali – non ha una sola causa ma molte concause, che possono concorrere a modificare il rischio. Inoltre, un alimento può aumentare il rischio di tumore a un organo ma diminuirlo ma un altro. Il latte è così: ha un effetto protettivo per i tumori al colon-retto, perché apporta calcio, ma per lo stesso motivo aumenta il rischio di tumore alla prostata. Il calcio influenza il metabolismo della vitamina D, che stimola la crescita delle cellule della prostata. Calcio e vitamina D sembrano avere un moderato effetto protettivo contro il tumore al seno, però non si può dire che possano condizionare la comparsa della malattia. Latte e derivati vanno però evitati nel caso di tumore al seno già diagnosticato; apportano grassi che contengono estrogeni”. Io condivido questa tesi secondo cui il rapporto tra l’assunzione di latte e tumori è plurimo, per cui su alcuni tumori il rischio viene aumentato, mentre per altri sia ha un effetto protettivo.

 

Nel web si trova di tutto, bisogna evitare di accogliere passivamente informazioni.

In conclusione, sembra che non ci siano prove, oltre ogni ragionevole dubbio, sulla nocività del latte.

Certo che non deve essere considerato la panacea di ogni male e utilizzarlo senza regole. Bisogna sempre ragionare pensando che più si varia e meglio è, soprattutto nel campo dell’alimentazione.

IO NEL MIO PICCOLO CONSIGLIO DI NON SUPERARE MAI LA DOSE DI 200 ML AL GIORNO TRA LATTE E DERIVATI.

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Pesce in tavola: veloci bocconcini di pesce spada e pomodorini

Lo so, sono un pò in ritardo sulla pubblicazione…il piatto l’ho fatto e anche le foto..ma mi mancava il tempo di scrivere. Ma eccomi qua.. oggi poi è venerdì..e quindi PESCE SIA!

I bocconcini di spada al pomodoro e origano sono un secondo di pesce facile e gustoso (totale 15 minuti, considerato anche il tempo per pulire la padella!!!).

La carne compatta, magra e pregiata del pesce spada è così buona che basta un po’ di pomodoro e una spolverata di origano per fare un gran piatto in poco tempo!

Il pesce spada è un pesce magro e dal gusto delicato. In questa ricetta (molto Siciliana) dei bocconcini di spada al pomodoro, si coglie la caratteristica delle sue carni compatte per tagliarlo “a cubetti” e creare uno spezzatino di mare con pomodorini freschi e profumo di origano.

Pochissime semplici mosse e  il piatto sarà pronto e piacerà anche ai bambini!

 

Ricetta Bocconcini di pesce spada e pomodorini

Ingredienti

  • 500 g di pesce spada a fette spesse
  • 300 g di pomodorini a ciliegia
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 cucchiaio di origano
  • olio extravergine di oliva
  • sale

Procedimento

Si inizia lavando i pomodorini. Asciugateli e tagliateli a metà. Sbucciate l’aglio e tagliate il pesce spada a cubotti.

Spada tagliato a cubetti

 

Scaldate 4 cucchiai di olio in una larga padella antiaderente con lo spicchio d’aglio e rosolatevi il pesce per qualche minuto su tutti i lati fino a che risulterà dorato. Prelevate il pesce con un mestolo forato e tenetelo da parte. Nella stessa padella lasciate lo spicchio d’aglio e rosolate i pomodorini a fuoco vivace per 2-3 minuti fino a farli appassire.

 

Rimettete il pesce nella padella e saltatelo insieme ai pomodorini ancora per qualche minuto.

Spolverizzate con l’origano, salate, eliminate l’aglio e servite i bocconcini di spada al pomodoro ben caldi.

15 minuti e il gioco è fatto

 

Un piatto light veloce e a base di pesce come piace alla vostra dietista.

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Pesce in tavola: i sacchetti cucina light….veloci e ottimi per cucinare pesce bianco

Oggi nessuna ricetta particolare, ma solo un consiglio su COME cucinare in modo light e veloce (cosa essenziale). I sacchetti da forno, quelli della CUKI, per capirci, sono stati una scoperta fantastica.

In cucina li uso spesso, sopratutto per cucinare carne o pesce, e ottenere un prodotto molto saporito ma a basso regime di grassi.

Per chi non li conoscesse, si tratta di sacchetti di plastica resistenti alle alte temperature, che si possono impiegare per cucinare carne pesce e verdure, nel forno tradizionale o nel microonde. I vantaggi sono due: la rapidità di preparazione e il fatto che non si sporcano le teglie. Nel corso degli anni si è testato il prodotto e si è constatato che il prodotto non determina migrazione di sostanze chimiche nel cibo. Nella prova sono stati utilizzati filetti di pesce e cosce di pollo,  che però non sempre risultano cotti in modo omogeneo. Il limite è che si ottiene una cottura senza rosolatura simile a quella al vapore, ma più saporita e light.

Come dietista IO li consiglio, sopratutto quando si è a regime alimentare ipocalorico da diverso tempo e si sente la necessità di cambiare sapore al solito cibo e comunque di mantenere i grassi sotto controllo.

Ieri ero in preda al panico, erano le 17 e non aver ancora fatto la spesa e pensato “COSA METTO IN TAVOLA”. Così, mi sono fermata dal pescivendolo e ho comprato un grosso filetto di merluzzo.

Poi di corsa a casa, l’ho tagliato in filetti di piccole dimensioni, facendo attenzione nel togliere le varie spine. Poi ho tagliato a cubetti, peperone giallo (lo so non è di stagione, ma…a volte un po di colore è bello anche in inverno!!) e cavolo nero.

Verdure tagliate a cubetti!

Ho messo nel sacchetto da forno prima tutte le verdure tagliate, condite con olio, sale e timo, qualche cappero, e poi il pesce.

Infine, sacchetto da forno pieno di pesce in forno, a 180 gradi per circa 30 minuti.

Pesce sfornato!

Ore 19 CENA PRONTA E MOLTO BUONA!!!

Provare per credere…..

Marta

 

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Pesce in tavola: il tempo stringe, il carpaccio ci salva

Il tempo è sempre più tiranno, ne so qualcosa, soprattutto in questo momento, a 50 giorni dal parto.

Ma il pesce fa bene, il pesce bisogna consumarlo almeno 1 volta alla settimana, il pesce aiuta a mantenere la linea..ormai lo dicono tutti..per cui, rassegniamoci e prepariamo questo benedetto pesce!

L’idea di oggi è proprio frutto del poco tempo a disposizione, anche per fare la spesa: I carpacci, veloci e buoni.

Nel linguaggio comune, per carpaccio si intende una ricetta a base di carne cruda (Pesce o carne che sia), magra e povera di tessuto connettivo, tagliata molto sottile.
NB. La preparazione del carpaccio non prevede necessariamente l’utilizzo della cottura chimica in succo di limone o aceto bianco e sale, ma la marinatura serve non solo per dare sapore, ma sopratutto per indurre appunto una semi cottura delle fibre del prodotto usato e renderlo più digeribile per denaturazione proteine e più salubre.

In merito a quelli di pesce, i più famosi sono: fresco di tonno, branzino, ricciola, orata, ombrina, salmone, astice o aragosta ecc; ma anche pesce spada e tonno affumicato, carpaccio di astice o aragosta cotti al vapore, carpaccio di soppressa di polpo ecc.

Succhi consigliati
Il succo di limone o l’aceto assieme all’olio, al sale e alle spezie, per il condimento definitivo; gli agrumi sono parecchio indicati per il pesce e la carne cruda.
Alcuni carpacci vengono esaltati dall’aggiunta di aceto balsamico (ma qua attenzione all’apporto zuccherino).
Sale e pepe (nero o bianco macinati, verde o rosa in grani) sono quasi sempre presenti, contrariamente alle erbe aromatiche e alle spezie, che cambiano in base alla stagione e all’ingrediente principale. Le più note: prezzemolo, basilico, origano fresco, maggiorana, erba cedrina, menta, scorza d’agrume ecc.

Caratteristiche Nutrizionali
Il carpaccio è un alimento che riflette specularmente le caratteristiche nutrizionali dell’ingrediente principale. L’unica differenza significativa interessa l’aggiunta di grassi da condimento, ovvero l’olio extravergine d’oliva. La non cottura permette ai famosi omega 3 di rimanere intatti, ma attenzione, per evitarne l’ossidazione  è essenziale coprirli con antiossidanti come lime/ limone/ agrumi.

Ricetta

Niente di più semplice, andare in pescheria, una di fiducia e scegliere le tipologie di pesce preferito. Accertarsi che si sia rispettata la catena del freddo e le leggi di conservazione e poi….tagliare il pesce e iniziare la marinatura preferita.

accompagnare il tutto con verdure crude, carote, sedano, peperoni.

e il gioco è fatto!

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Tempo di neve, di sci e sciatori dell’ultimo momento

Mai come quest’anno anno è la stagione degli sport invernali. Una stagione fantastica, caratterizzata da tantissimi metri di neve e km di piste su cui sfrecciare!!

Ma mai come quest’anno è la stagione degli esperti sciatori dell’ultimo momento. Persone assolutamente “divanate” 11 mesi all’anno e assolutamente competitivi, agonistici e temerari durante la settimana bianca!!!

Dedico proprio a queste persone questi miei consigli, sperando che possano aiutarli ed evitare dolori fortissimi per gli 11 mesi successivi che li separa dalla prossima settimana bianca.

Il problema fondamentale è che lo sci da discesa, comelo snowboard, non sono considerati sport, attività fisica…ma una semplice attività ludica da condividere con gli amici, un po’ come il racchettone da spiaggia per noi romagnoli.

SOGGETTO TIPO
Donna o uomo, sulla quarantina, in sovrappeso e sedentario.
Si parte per la settimana bianca e si inforcano gli sci 10 ore al giorno, facendo salti, fuori pista e generalmente saltando il pranzo per buttarsi senza limiti sul buffet della cena.

AFFRONTIAMO I PROBLEMI

  • PREPARAZIONE ATLETICA. lo sci, come qualsiasi altro sport, richiede certe caratteristiche sportive e fisiche. Il gesto atletico carica sopratutto gli arti inferiori e in particolare il quadricipite..per non dimenticare la parte superiore, soprattutto per i snowbordisti. Il fatto di buttarsi senza nessuna preparazione sulle piste e affrontare ore e ore di attività, può generare un vero sovraccarico per le articolazioni e per i muscoli che possono andare incontro a lesioni. Inoltre il sistema cardio circolatorio e respiratorio è messo sotto pressione. Sarebbe opportuno svolgere una preparazione fisica, una pre sciistica…..io non sono una vera esperta, per cui rimando il messaggio alla mitica Giovanna Ventura (www.giovannaventura.com)…che sicuramente saprà individuare gli esercizi opportuni per affrontare al meglio le piste. Se proprio non si vuole svolgere degli veri allenamenti in preparazione, almeno si potrebbe fare un mini riscaldamento per non iniziare bloccati la seduta.
  • PREPARAZIONE NUTRIZIONALE. Cosa mangiare? Bene, lo sci da discesa come quello di fondo prevedono uno sforzo fisico abbastanza importante. Sono considerati sport ad alto consumo energetico, ma …il dispendio deve essere calcolato sul tempo effettivo di sciiata e non su quello che si sta sulle piste, sui rifugi e sugli impianti. Il fatto che si svolgono fuori a temperature basse, determina un incremento del consumo energetico. Tutte queste caratteristiche dovrebbero essere considerate nel momento in cui si pianifica l’alimentazione in pista. Dunque:
    COLAZIONE: ottime le colazioni abbondanti, composte da pane integrale, marmellata e burro oppure salata con salumi. Ottime anche quelle composte con yogurt e cereali o torte caserecce. Sono assolutamente d’accordo nel abbondare sulla colazione, anche perché si parte alla grande con subito una gran richiesta energetica e alzare la glicemia è un buon passo. Saltare la colazione determina una condizione di ipoglicemia, che poi potrebbe essere accusata dalla resa muscolare e dal livello attentivo e aumentare i rischi di incombere in incidenti.
    SPUNTINI: sulle piste portarsi assolutamente uno spuntino spezza fame, energetico e di facile digestione. Cioccolata fondente con frutta secca, solo frutta secca, barrette energetiche. Assolutamente non andrebbero consumati alcolici, anche il classico bombardino….l’alcol inizialmente ha un’azione riscaldante, ma poi determina vasodilatazione con successiva perdonata di calore corporeo, non buono se si scia a temperature sotto zero. Se siete sciatori agonisti, per mantenersi in energia, ideale sarebbe energia rapida o barrette con maltodestrine. (Per info vi consiglio di consultare il sito vitaminstore, che può proporre sconti interessanti).
    PRANZO: cosa fare a pranzo? Saltare è la cosa più sbagliata che ci sia. Non si può continuare a consumare energia e pretendere il top dal fisico se non si hanno i substrati giusti. Bisogna caricarsi di energia giusta. Se non ci si vuole fermare in baita allora ideale è un panino con pane integrale e affettato magro con poco sale. Frutta secca e un po’ di cioccolato fondente, tutto innaffiato da acqua o tè caldo. Se invece siete abituati a fermarvi in baita, la cosa più sbagliata è sfondarsi di piatti tipici…ideale sarebbe un piatto di pasta con pomodoro o zuppa cereali e magari un secondo leggero con polenta. Saltare saltare no….se non volete perdere tempo allora usate barrette sportive apposite, sostituto pasto per poi recuperare nel pomeriggio.
    CENA. a questo punto fate un po’ come volete. Importante è rilassarsi, farsi una sauna rigenerante e una seduta di stretching!!!

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Allattamento…..condiziona molto la nostra dieta?

In questo periodo non potevo esimermi da scrivere qualche riga su uno dei periodi più delicati del post partum..  ALLATTAMENTO!

Periodo delicato, molto difficile per quanto bello,  perché per la mamma significa adattare i propri ritmi di vita a quelli delle esigenze del bambino…alzandosi a qualsiasi ora della notte…senza citare il doloroso cambiamento che devono affrontare i semi….

Ma non voglio in questa sede, perdermi nel descrivere che cosa consiste allattare per il nostro corpo o cervello, ma voglio subito andare al sodo del discorso e riportarvi alcune domande che alcune pazienti in allattamento mi fanno spesso!!

ECCO QUA:

  • ALLATTARE SIGNIFICA BRUCIARE IL DOPPIO DELLE CALORIE?
  • QUANDO ALLATTO POSSO MANGIARE COME UN TAGLIALEGNA IN PIENA ATTIVITÀ INVERNALE?
  • ALLATTANDO SI PUÒ MANGIARE TUTTO?
  • ALLATTAMENTO VUOL DIRE RINUNCIARE A QUALSIASI ATTIVITA’ FISICA?

Allora vediamo un pò:

1)calorie e allattamento. È vero, allattare significa consumare più calorie. L’indicazione finale è quella di un aumento del fabbisogno energetico di 500 kcal/die. Che non sono per niente poco..anzi, vuol dire consumare un bel piatto di pasta da 100 gr oppure una bella colazione fatta di latte\ biscotti/ succo/ pane e burro. Insomma un guadagno calorico c è…ma non è disumano. Nel senso che si fa bene presto a passare da un bilancio energetico negativo a uno positivo e ritrovarsi a fine allattamento con quei famosi 5 kg in più che non si riescono a smaltire. Se si vuole ritrovare in fretta la forma fisica bisogna comunque essere morigerate e adottare un alimentazione equilibrata, salutare e normocalorica….. NON IPERCALORICA!!!!!

 

2) Quantità cibo. E’ un gravissimo errore pensare di poter permettersi tutto il cibo che si vuole e di qualsiasi qualità solo perché si sta allattando. Allattare vuol dire mangiare bene, e vuol dire rispettare le nostre esigenze caloriche. Non bisogna saltare i pasti, o eliminare totalmente alimenti dalla nostra tavola (chi allatta ha bisogno di tutti i micro e micronutrienti, quindi carboidrati, proteine e grassi). Rispettare le porzioni a cui eravamo abituati prima, non per forza aumentarle (così dicevano le nonne). Si consiglia di mangiare anche 5/6 volte al giorno…usando come spezza fame frutta fresca e frutta secca e anche verdura o estratti di frutta e verdura. Bere, sopratutto bere. Aumentare l’apporto idrico di quasi il doppio rispetto il normale. Bere aiuta tantissimo a mantenere il latte e, eventualmente, a ridurre la formazione di sgradevoli coliche.

 

3) Tipo cibo. Purtroppo non ci sono tantissimi studi che indicano una vera correlazione tra tipologia di cibo e coliche bambino. Per cui, per l’ elenco ci si avvale di esperienze personali o delle indicazioni che ci vengono fornite dai pediatri. Per quanto mi riguarda, mixando le informazioni scientifiche e le miei esperienze, consiglio di evitare o ridurre drasticamente (1 volta a settimana) il consumo di:

  • Cavoli ecc, e tutte le verdure appartenenti a quella famiglia. Purtroppo per quanto importanti antininfiammatori, possono creare formazione di coliche nel bambino. Si consiglia il consumo di 200/300 g a settimana;
  • Legumi, Stesso discorso, essendo ricchi in fibra possono causare problemi di flatulenze e conseguentemente creare spiacevoli problemi intestinali al bambino. Si consiglia di consumarli passati, senza cuticola;
  • Spezie, Da evitare assolutamente. Dalla mia esperienza personale ho osservato che ogni volta si consuma spezie come cumino, peperoncino, paprica..la questione si complica. Per cui, bando alle spezie, almeno fino allo svezzamento;
  • Latticini, Questione latticini è sempre piena di avversità. Certi dicono si, essenziali per il calcio, altri dicono da ridurre per non creare troppe coliche. Io consiglio 1 o 2 porzioni al giorno. Tipo 1 tazza di latte e 1 porzione tra yogurt o formaggi.

 

4)Movimento. Questo non è proprio il mio argomento ma posso parlare per esperienza. Come per chi consiglia di evitare attività a secco con pesi in gravidanza perché dannosi, così anche per chi consiglia di eliminare allenamenti durante l’allattamento perché ridurrebbe la sua produzione…assolutamente FALSO.

Io ho sempre svolto attività durante la gravidanza portandola alla fine in gran forma..così come durante L allattamento ho svolto i miei regolari allenamenti, sia in acqua che a secco. Anzi, per migliorare il proprio stato di salute, anche mentale, per riprendere la propria fisicità…..si consiglia di programmare ogni giorno un po’ di attività fisica. Ma per questo consiglio di consultare il sito di Giovanna Ventura (www.giovannaventura.com)!

 

Che dire…buon allattamento a tutte!!!!

 

Scappo è l’ora della poppata😉

 

Marta

Guida veloce dell’ultimo momento: cibi detox per depurarsi dopo le feste natalizie

Avete trascorso le feste all’insegna del buon cibo e la bilancia trema? Sicuramente non si sta parlando solo del 25 e del 26 ma di un Natale che inizia l’8 di Dicembre e si conclude 8 Gennaio! In ogni caso, qualche sbrigativo rimedio si può trovare, soprattutto per eliminare quel insopportabile gonfiore addominale e pesantezza, che troppi sgarri portano con sé.

Qua riporto alimenti sani che svolgono un’azione depurativa e disintossicante, sono i più indicati per ritrovare un po’ di benessere dopo i bagordi dei pranzi natalizi.

  1. Zenzero: È un alimento perfetto per depurare l’organismo, digerire e combattere la nausea: insomma, l’ideale per rimettere a posto uno stomaco in subbuglio dopo le feste di Natale. Può essere aggiunto come spezia a vellutate e zuppe, mangiato a fette (zenzero disidratato) oppure in infusione, come tisana. La cosa migliore sarebbe il suo utilizzo in centrifughe unito a sedano, ananas e finocchio
  2. Cavoletti di Bruxelles: Non particolarmente amati dai più per via di un odore non proprio piacevole, i cavoletti di Bruxelles sono in realtà un vero toccasana per il fisico. Sono ricchi di fibre, vitamine e dei cosiddetti “composti fitochimici”, sostanze con molte proprietà benefiche. Oltre ai cavoletti, si aggiungono tutte le verdure appartenenti alle brassicacee, come cavolo/verza ecc. Un utilizzo potrebbe essere in vellutata, con brodo vegetale, 1 patata e sedano.
  3. Mirtilli rossi o frutti rossi del sottobosco: Noti per le loro proprietà antiossidanti e antinfiammatorie, i frutti rossi godono di moltissimi benefici, tra cui riduzione del rischio di malattie cardiache, infarti, pressione sanguigna alta e obesità. Tutto questo perché vanno a migliorare la microcircolazione. Infatti, in caso di digestione appesantita, il loro utilizzo in macedonia o colazione potrebbe alleviare la formazione di ritenzione idrica e occhiaie.
  4. Carciofi: I carciofi rappresentano un altro alimento detox altamente efficace: hanno un effetto diuretico, facilitano lo smaltimento delle tossine e purificano l’intestino.
  5. Finocchi: Anche i finocchi sono particolarmente indicati in una dieta disintossicante: hanno un potere depurativo, contengono poche calorie e stimolano la diuresi, aiutando le funzioni intestinali.
  6. Barbabietole rosse: Ricche di vitamine e minerali e poco caloriche, le barbabietole rosse sono un elemento fondamentale in una dieta detox. Grazie alle loro proprietà antiossidanti, aiutano il fegato e la cistifellea a eliminare le tossine e svolgono un’azione fortemente depurativa.
  7. Curcuma e altre spezie in sostituzione del sale: Abbandonate il sale a vantaggio di spezie dalle proprietà disintossicanti tra cui rosmarino, timo, cumino, curcuma. In particolare quest’ultima svolge un’azione purificante e antinfiammatoria.

 

E come ultimissimo ingrediente, ATTIVITA’ FISICA! Impostare giornate mirate al consumo e al miglioramento della circolazione sanguigna. Non è un cibo, ma è l’ingrediente fondamentale per riprendere in mano la situazione corporea che in questi giorni può essere sfuggita!

TRADOTTO IN PRATICA:

  • COLAZIONE: centrifuga a base di ananas, zenzero e finocchio accompagnata con 2/3 cucchiai di muesli integrale;
  • SPUNTINI: a base di frutta fresca rossa e tisane drenanti a base id carciofo e finocchio e MOLTAAAAAA ATTIVITA’ FISICA;
  • PRANZO: vellutata di cavolo e sedano con 20 g di riso integrale o cereale integrale e un bel piatto di verdura cotta tipo carciofi;
  • CENA: minestrone di verdure miste o vellutata di barbabietola rossa con spezie profumate e crostini integrali.

E con questo…VI AUGURO UN FELICE E MAGRO 2018!!!!

Ci vediamo presto

Marta