Verdure, minestroni, vellutate….surgelate o solo fresche?

Fra poco meno di un mese la calda estate lascerà il posto alle tiepide temperature autunnali….

come cambia il clima, cambiano anche i gusti e le tradizioni a tavola.

Mangiare una bella insalatona cruda con qualcosa di freddo risultata sempre meno appetibile, mentre la voglia di un bel minestrone o di una vellutata calda è sempre più forte.

Le difficoltà e le tempistiche nella preparazione però cambiano completamente: farsi un bel minestrone fresco o una bella e buona velluatata richiede tempi di lunghi di preparazione che molto spesso scoraggiano le persone.

PER CUI CHE FARE…

  • Rinunciare ai buoni sapori autunnali
  • o buttarsi sui prodotti surgelati PRONTI!

Sicuramente i piatti pronti possono rivelarsi una soluzione veloce per cene e pranzi… ma bisogna Leggere bene le etichette, sceglierli bene e non esagerare nel consumo.

Le verdure pronte negli ultimi anni (nonostante la crisi) hanno fatto registrare comunque un incremento a discapito degli ortaggi venduti sfusi; i consumi sono triplicati negli ultimi dieci anni, rispondono all’esigenza di quanti preferiscono risparmiare tempo, piuttosto che denaro, nell’acquisto di cibi genuini che sono comunque indispensabili per mantenere la salute e la forma fisica.

Io non metto in dubbio la comodità di certi prodotti, sopratutto perché permettono a persone con pochissimo tempo di concedersi una bella porzione di verdure, essenziali per mantenersi in dieta, e senza rinunciare al sapore.

Quanto detto è vero però considerare alcuni aspetti e fare attenzione nel momento dell’acquisto.

 

Zuppe e minestroni pronti. Si può scegliere fra il passato di verdure (25-30 calorie per 100 ml), il minestrone (45-50 calorie), e le zuppe di legumi che sono più nutrienti e caloriche (95-100 calorie). I preparati che si trovano in commercio sono assolutamente sicuri, costituiscono un’ottima soluzione per chi non ha tempo di cucinare ma attenzione perché, in genere, contengono tanto sale. Occorre anche fare una distinzione tra le varianti in commercio in base al confezionamento: le zuppe in lattina e in brick, le minestre in busta liofilizzate, zuppe e minestroni freschi, minestroni surgelati. 

  •  Zuppe in lattina e in brick. Si mantengono a lungo in dispensa e sono super veloci da preparare perché bastano 2 minuti nel microonde o 4 in un pentolino, e sono pronte da gustare. Non contengono conservanti e il sapore degli ortaggi è molto simile a quello dei preparati freschi. L’apporto nutrizionale è buono. Unico accorgimento: verificare che per la preparazione del brodo non siano stati utilizzati dadi da cucina.
  • Minestre disidratate in busta sono veloci da preparare, perché basta aggiungere un po’ d’acqua, mescolare e portare a bollore, affinché riacquistino tutto il loro sapore e il loro aroma, anche se indubbiamente mancano del gusto delle minestre preparate in casa; la disidratazione avviene per essiccazione o per liofilizzazione degli ingredienti, eliminando tutta l’acqua che contengono in modo da prevenire la comparsa di microbi ed enzimi. La disidratazione avviene facendo evaporare l’acqua contenuto nel prodotto, mentre la liofilizzazione è un processo più complicato perché l’umidità viene tolta per sublimazione. Attenzione in questo caso all’aggiunta di esaltatori di sapidità, quale il glutammato monosodico, farine, lieviti e aromi che ne distorcono il sapore originario. L’essicazione, poi, va detto, contribuisce alla perdita di molte vitamine e sali minerali!
  • Minestrone surgelato. Forse il primo “pronto” ad aver avuto successo. E’ottenuto congelando gli ingredienti; la preparazione di questo prodotto è ottenuto con la tecnologia IQF che consente di congelare gli elementi con la necessaria dose di condimento. Queste minestre hanno il vantaggio di essere molto simili a quelle fresche, sia nel gusto che nel valore nutritivo. Non hanno conservanti, ma possono contenere additivi come antiossidanti e regolatori di acidità.
  • Zuppe fresche.  Sono forse le più simili per gusto e profilo nutrizionale, a quelle fatte in casa; sono preparate seguendo le ricette tradizionali e senza essere pastorizzate, e vengono vendute in contenitori pratici, pronti da mettere in microonde. Zuppe e minestroni al banco fresco del supermercato non contengono conservanti e mantengono il sapore degli ingredienti freschi. L’unico svantaggio è che non possono essere conservate per più di sei giorni in frigorifero.

In linea generale assicuratevi che la vostra zuppa o il vostro minestrone non contengano, o ne contengano in minima quantità:

  • conservanti;
  • addensanti;
  • esaltatori di sapidità;
  • zuccheri;
  • glutammato monopodico;
  • farine e lieviti;
  • aromi che ne distorcono il sapore originario;
  • regolatori di acidità: polifosfati, trifosfati, nitriti e grassi di origine animale.

Li mangio o no? Sicuramente ridurre il consumo di piatti pronti limitandolo, se proprio non potete farne a meno, a una-due volte a settimana; preferite piuttosto cibi freschi e cucinati con metodi di cottura tradizionali: saranno di sicuro più genuini.

sempre meglio di niente anche se il tornare al casalingo, al fatto da me è sicuramente la modalità migliore per non accumulare scorie e favorire la ritenzione idrica