Cruditè si ….ma..

Ispirata dal superlativo pranzo di oggi al Posillipo di Gabicce, ho deciso di pubblicare qualcosa sul piatto o sulla tendenza alimentare che si sta molto diffondendo: le cruditè di pesce o carne.

Le  crudità di mare o di terra sono una moda passeggera o una abitudine alimentare?

Si tratta di una nuova moda destinata a tramontare nel volgere di qualche anno o di una consuetudine che ha trovato un posto fisso nella nostra dieta?

La risposta non è netta, certo è che le crudità sono una cosa squisita e chi le ha trovate di proprio gradimento non riesce a farne a meno. Oltre al crudo francese a base di ostriche o altri molluschi, al sushi ormai diffusissimo, possiamo anche trovare pesci dell’Adriano  o carini locali, servite rigorosamente con salse leggere e verdure.

Bene, e fin qui tutto bene. Personalmente piacciono molto sia in versione carne che pesce e le mangerei anche tutti i giorni. Maaa…

a livello nutrizionale come possiamo considerare questa tipologia di presentazione del cibo?

A livello dietetico il discorso è ottimo. La base, la materia prima non viene praticamente trasformata, viene lasciata intatta, senza attacco da parte di calore o di altri agenti che possono alterare la composizione in vitamine minerali o altri microalimenti.

Ovviamente non usando cottura ad alte temperature o basse, la qualità e la salubrità della materia prima deve essere perfetta per non incombere in problemi gastrointestinali anche complessi e pericolosi.

Detto questo però rimane da chiarire un fatto sulla questione light/ dieta/ ipocalorico….

LE CRUDITÀ POSSONO ESSERE CONSIDERATE UN PIATTO DIETETICO?

proprio questo punto che vorrei spiegare. Mi sono vista oggi al tavolo, gran vassoio di crostacei/ ostriche/ telline/ tonno/ salmone/ ricciola…tutto servito su un letto di ghiaccio, limone e PANE E BURRO.

Appena iniziato a mangiare pensavo “ caspita oggi sono proprio a dieta”, ma tra un morso di tonno e di scampino, mi facevo anche 3 pezzi di pane ben spalmato e unto di burro o salmone varie. Per cui il pensiero successivo è stato “ e no cara, niente dieta….”.

il vero problema del piattino di tar tar di fassona o di ostriche sono il contorno: tanto pane, tendenzialmente mollicoso e ad alto indice glicemico come La baguette, riccioli di burro o salse a base grassa e condimenti vari.

oltre al fatto che se si consumano per la maggior parte molluschi e crostacei, anche le calorie della materia principale aumentano come anche il colesterolo… per cui…

ESEMPIO PRATICO PER CAPIRE MEGLIO:

4 ostriche= 30 kcal

3 scampi= 50 kcal

50 g di tonno= 50 kcal

50 g di pane= 150 kcal

20 g di burro= 170 kcal

20 g di olio=177 kcal

TOTALE: 500/600 kcal circa

QUINDI SIAMO IN LINEA?

a livello calorico direi propri di no, il pane e le altre cose vanno ad alzare eccessivamente le calorie del pasto per il valore di sazietà sentito. Bisognerebbe ridurre o togliere completamente la parte del panificato, aggiungendo invece buon antipasto di verdura cruda o cotta, sia per ridurre l’apporto calorico che per ridurre l’ Impatto glicemico.

SOLO COSÌ POTRÀ ESSERE CONSIDERATO UN PASTO “ NON LIBERO”

ma una volta ogni tanto…bisogna togliersene la voglia!!!

buon ostriche a tutti

Marta